Per superare questa situazione si dovrebbe rilanciare
l'economia reale, la quale deve farsi guidare
dalla morale, dalla consapevolezza, cioè, di dover
offrire aiuto a quanti sono colpiti dalla crisi
economica.
Il 2009, quindi, alla luce della crisi internazionale
che sta determinando conseguenza disastrose anche
nella nostra nazione, dovrà necessariamente essere
improntato con estrema decisione ad una particolare
attenzione per le classi più deboli, con variegate
azioni in grado di raggiungere tutti i soggetti
in difficoltà, così da far sentire alla comunità
la presenza attenta e solidale della parte pubblica.
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Un esempio emblematico sui
vincoli imposti alle istituzioni che non rispettano
il cosiddetto "patto di stabilità" può
riassumersi nei seguenti criteri: taglio del 5%
dei trasferimenti ordinari dovuti dal Ministero
dell'Interno; blocco delle assunzioni di ogni
tipo, compreso le collaborazioni esterne; impossibilità
di contrarre mutui e prestiti; limiti agli impegni
della spesa corrente, che non possono superare
il minimo impegnato nell'ultimo triennio e sanzioni
a carico degli amministratori. Da sottolineare,
inoltre, che l'attuale Legge Finanziaria, se da
un lato ha abolito gli introiti derivanti dall'Ici
per la prima abitazione, dall'altro ha confermato
per il triennio 2009-2011, o comunque fino all'attuazione
del federalismo fiscale, la sospensione del potere
degli Enti Locali di deliberare aumenti dei tributi
e delle addizionali, ad eccezione della Tarsu
(l'imposta sullo smaltimento dei rifiuti urbani).
Si tratta di un meccanismo perverso che ha portato
alla paralisi degli enti locali, con gravi ripercussioni
anche per il nostro territorio: si è costretti
infatti a sospendere, o quantomeno a ritardare,
la realizzazione di importanti opere, quali il
polo per l'infanzia, la scuola primaria di Dragonara,
il completamento del centro di San Giovanni Teatino,
della Cittadella dello Sport e di altre importanti
opere già finanziate.
Il nostro ufficio di Ragioneria ha confermato
che nelle casse del Comune ci sono abbondanti
risorse finanziarie e il paradosso è che, secondo
la Legge Finanziaria, nonostante si abbia un bilancio
solido, oggi non è possibile spendere le proprie
risorse. |
È
chiaro, però che in ragione di un momento tanto
difficile dell'economia sarebbe importante mettere
in campo risorse già disponibili e che non alimentano
il debito pubblico. Se da un lato si può comprendere
l'intento del legislatore che tende a non consentire
che si alimenti il debito pubblico, dall'altro
appare inverosimile che in un momento così delicato
per l'economia nazionale vengano bloccate le iniziative
comunali che da sempre rappresentano un importante
volano dell'economia stessa. Nella redazione del
bilancio comunale per il 2009 l'Amministrazione
ha dato un forte segnale di programmazione economica
"intelligente" e "solidale"
che ha posto l'interesse per il bene della collettività
al centro di ogni possibile intervento. Ogni azione
e ogni spesa sono state convenute e condivise,
secondo priorità tese ad una politica di welfare
che ha fornito risposte a tutti i diversi livelli
della popolazione; così come ogni attenzione è
stata posta per dare un impulso all'occupazione,
restituendo ai giovani una speranza che deve essere
certezza del "diritto al lavoro", favorendo
gli insediamenti produttivi e commerciali, anche
attraverso il miglioramento delle infrastrutture.
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